"Il pensiero della complessità, dunque, è l'errare, nel duplice e ambiguo senso del camminare e del mancare la meta." Edgar Morin
"Io la sera mi addormento, e qualche volta sogno: perché voglio sognare. E nel sogno stringo i pugni, tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare." Ivano Fossati
"E scavavo la sabbia cercando tesori - e vedevo la vita soltanto a colori." Brunori S.a.S.
lunedì 12 ottobre 2026
Fallimenti
martedì 6 ottobre 2026
Obesa tristezza
La tristezza, a volte, pesante e gravosa, mi schiaccia e mi tira verso il fondo. Come la bocca di uno Shai-Hulud personale, si apre nel petto una voragine tale che pensare e fare e agire e scegliere sono impossibili, distanti: lontani sull'orizzonte come quella nave, nella vecchia canzone.
Lucida, la mente mi vede versare lacrime che non si fermano. Tremanti, le mani restano incapaci di muoversi e solo possono aggrapparsi ad un tavolo, ad una sedia, per tenermi in piedi.
Le gambe, solitamente rigorose e vigorose, sfumano in colonne di vapore e sostengono il peso d'un corpo-prigione che si zavorra con l'inutilità del vivere.
Ed è la fame, vorace, che più temo. Nemica indiscussa d'ogni pensiero e d'ogni ansia, capace di addormentare ogni timore, appianare ogni depressione di quel terreno umorale sul quale cammino scalzo e indifeso: la Fame contro cui lotto mi spinge a cercare nutrimento per l'anima mia alterata in precisi bocconi, che mi ridiano quella forma traboccante, obesa e difesa, che mi aiuti - mi illuda - a tenere lontane le paure e le ansie. E le tristezze profondamente vuote.
Ed io combatto, aggrappate le mani alle sedie e ad i tavoli, per non cadere nella bocca della voragine sabbiosa che il mio petto custodisce.
