martedì 13 ottobre 2026

Sul fondo


Quatto
Me se sto quatto
Aspettando che si muova

Se mai mi muovessi per primo
Sarei colpito
Investito
Trafitto

Le foglie mi coprono da capo a piedi 
Prono
Guardo in su
E attendo che si muova

Attendo di poter uscire
Attendo che sia sicuro
Fuori
Oltre le foglie cadute

All'aria aperta
Esposto, non oso 
Fermo
Di piombo

Per non essere colpito
Per non esser trafitto
Al primo tremolio traditore.
Fermo, ti prego.

Che vita

Questa?

Che desiderio

Questo?

Attendo o muoio

Le energie a rilento 
Mi spengo

La tensione mi spegne
Intorpidito

A rilento 

A rilento 

Spento.

Scintilla.

Scintilla?






lunedì 12 ottobre 2026

Fallimenti



Provaci, almeno una volta.
Provaci, ancora una volta.
A fallire sei sempre in tempo.
A fallire di nuovo sei sempre in gamba.
Prendi tutto te stesso e mettilo in mezzo.
Lascia che tutto giri attorno.
Lascia che tutto cerchi il suo incastro.
Lascia che tutto trovi il proprio disastro.
Fallire è pesante, schiacciante.
Fallire è per sempre. È fuori dal tempo.
Anni a costruire. Fedele. Assiduo.
Tutto si ribalta lentamente.
Tutto si ribella ferocemente.
Tutto ciò che sei e che fai scalcia, sbatte, niente in ordine, niente funziona, niente gira più come dovrebbe.
Fallire un po' è fallire tutto.
Le stanze si svuotano.
Da solo, resti ad ascoltare l'eco, che rimbalza tra le pareti ed i pavimenti.
Rimbomba il vuoto che hai dentro.
Eppure.
Da qualche parte, sul fondo, cerca un appoggio.
Spingi.
E respira.
Forse ancora.



martedì 6 ottobre 2026

Obesa tristezza

 



La tristezza, a volte, pesante e gravosa, mi schiaccia e mi tira verso il fondo. Come la bocca di uno Shai-Hulud personale, si apre nel petto una voragine tale che pensare e fare e agire e scegliere sono impossibili, distanti: lontani sull'orizzonte come quella nave, nella vecchia canzone.

Lucida, la mente mi vede versare lacrime che non si fermano. Tremanti, le mani restano incapaci di muoversi e solo possono aggrapparsi ad un tavolo, ad una sedia, per tenermi in piedi.

Le gambe, solitamente rigorose e vigorose, sfumano in colonne di vapore e sostengono il peso d'un corpo-prigione che si zavorra con l'inutilità del vivere.

Ed è la fame, vorace, che più temo. Nemica indiscussa d'ogni pensiero e d'ogni ansia, capace di addormentare ogni timore, appianare ogni depressione di quel terreno umorale sul quale cammino scalzo e indifeso: la Fame contro cui lotto mi spinge a cercare nutrimento per l'anima mia alterata in precisi bocconi, che mi ridiano quella forma traboccante, obesa e difesa, che mi aiuti - mi illuda - a tenere lontane le paure e le ansie. E le tristezze profondamente vuote.

Ed io combatto, aggrappate le mani alle sedie e ad i tavoli, per non cadere nella bocca della voragine sabbiosa che il mio petto custodisce.



domenica 4 ottobre 2026

Evocazione


Io sono il Fastidio
Ingombro
Pungo e Puzzo

Taglio
Sovrasto 
Soffoco

Tolgo l'aria 
Ho gli occhio sporgenti
I denti taglienti

I miei piedi pesanti
Spingono e scalciano

La mia voce
Fastidiosa fastidia le orecchie
Riverbera nella testa

E vuota la mente
La mia sola presenza
Che Urta e ustiona

E S'allarga e s'abbandona
Ad un vortice di schegge
Di carta vetrata,
Abrasive zanzare.

Sono fatto d'ombra, 
tanfo e ritanfo,
Di catrame e penne rotte

Zampe di gallina 
mi sostengono
Nella notte

Violento e indisposto
Mi odio 
Con ribrezzo

Io Sono il Fastidio
Da solo me lo dico 

Mi odio
Con disprezzo
E a sparire io Fatico




mercoledì 30 settembre 2026

Le risa


Una risata per le scale

La tua

Parlavi forse al telefono
Quella risata contagiosa
Mi ha rubato un sorriso

E la fame di un nuovo abbraccio 
Mi ha accompagnato 
In ascensore

Verso casa
Lungo la cena
Nella notte 

Verso colazione
Per i giorni a venire
Coi fiori e senza i fiori

Potremmo provare
A ridere un poco
Ancora una volta




domenica 27 settembre 2026

Quasi


Una strana commozione 
Mi pervade
Nella vicinanza al lutto
Altrui 
Come sentissi io cosa si prova ad avere attorno persone che cercano di colmare quel vuoto con la loro presenza 
Ed il lutto non è il mio
Mio è solo il vuoto
Profondo
E costante
Quello che mi permette di accogliere
Quello che mi permette di custodire
E 
Quando sento che altri provano
Quella sensazione di vicinanza
E di calore 
E stranamente so
Cosa voglia dire
Piango
Commosso
Quasi contento
Un poco triste


giovedì 24 settembre 2026

Canto rigonfio


Canto
E la gola gratta
E il cuore gonfio
Barcolla come 
Un sassolino in tasca
Piccolo
Stretto
Gonfio
A riempire quel vuoto
Che ho nel petto
Che ho tra le mani
La voce riempie
Le orecchie
Riempie gli occhi socchiusi
E il tassista
Nel traffico
Ride con me
Pieno d'amore 
Per te
Per me
Per lui